Ecco l’ultima sfavillante novità del nostro paese (sì, paese e non Paese perché non meritiamo neanche più la maiuscola), i nostri redditi sono stati pubblicati online per quasi una giornata. E come era ovvio che fosse non è bastato bloccare il sito, perché quando la frittata è stata fatta c’è poco da fare.
E’ la più grossa cretinata che lo stato potesse fare, non ci vedo nulla di democratico (come dice Visco a proposito) in tutto questo. Perché mai tutti devono conoscere i redditi degli altri? Certo che è bello farsi gli affari degli altri, però lo è un po’ meno quando gli altri si fanno gli affari tuoi. Un conto è pubblicare i redditi dei politici, che sono a tutti gli effetti dipendenti dei cittadini italiani e sono pagati con le nostre tasche. Un conto sono i redditi dei cittadini, che lavorano sodo (al contrario dei politici che non fanno altro che polemiche e buttare nel cesso i nostri soldi). I nostri redditi sono cose private, fanno parte di quell’insieme di dati che nessuno ha piacere e soprattutto il dovere di divulgare. No, NON E’ DEMOCRAZIA. Democrazia è dare a tutti gli stessi diritti, la stessa libertà di scegliere, la libertà di pensiero. Non è sputtanare gli affari di tutti, compresi altri dati personali come la residenza, il telefono e così via.
Il Garante della Privacy non era neppure stato interpellato. La cosa non mi sorprende, però peccato che prima di fare un gesto del genere forse sarebbe stato meglio chiedere un minimo di autorizzazione. Ma dico, solo pensarla una cosa del genere. Viviamo in uno stato in cui oramai anche per andare in bagno ci fanno firmare il consenso per la privacy. Per iscriversi da qualsiasi parte, perfino per mandare i curricula alle aziende dobbiamo acconsentire al trattamento dei nostri dati (e se mando il curriculum non è che lo mando per non farlo leggere o non farmi assumere). I nostri dati dovrebbero essere più al sicuro che in cassaforte con la legge sulla privacy. Invece no, con una fantastica trovata l’agenzia delle entrate (sempre minuscolo) dice a tutti chi siamo, quanto guadagnamo e prefino dove abitiamo, così se un malitenzionato vuole venire a trovarci ha la strada spianata. Ci manca solo la piantina della casa e il numero e il posto degli allarmi installati, poi è fatta. Ah dimenticavo, anche gli orari in cui la casa è vuota. Possono tornare utili.
Si parla di trasparenza. Ma trasparenza per chi? Per tutti gli altri di farsi gli affari degli altri! A che scopo? Ci vorrebbe più trasparenza per esempio sulle cose che compriamo, che impastate nelle più svariate offerte tranello, ci fregano. Chi ha bisogno di trasparenza sulla propria vita privata? Nessuno.
Invece di fare il loro cazzo di lavoro i politici non fanno altro che fare leggi-porcate (come aveva definito un politico una legge fatta da lui stesso, non ricordo se Calderoli o Gasparri) e basta. Viviamo proprio in un paese che sta andando alla deriva, peggio non si può.
Oggi ricevo la newletter di Punto Informatico con:
GOOG1E.IT - RISPARMIO ENERGIA
Usando il nero come sfondo di una pagina web si fanno risparmiare al monitor parecchi watt di corrente elettrica. Ecco allora una versione “in black” del motore di ricerca più utilizzato.
Non è una bufala, ma dopo essermi documentato subito sul celebre Attivissimo e su altre fonti, personalmente ritengo pressoché inutile l’utilizzo di pagine web a sfondo nero per risparmiare energia col monitor. Sì, perché questo stratagemma funziona solo con monitor Crt (con gli Lcd il risparmio è irrilevante in quanto i pixel vengono accesi comunque dalla lampada), ed i Crt ora sono molto meno diffusi degli Lcd e scompariranno. Quindi se avete un Crt e volete utilizzare Goog1e, Nerooogle, Blackle, o Black Web Search come pagina iniziale ben venga; al contrario di Paolo Attivissimo credo che anche se fosse risparmio spicciolo, sempre rispamio è. Nella società consumistica di oggi contano anche i piccoli gesti. Ah, non è vero che lo sfondo nero sforza la vista. Per non sforzarla basta che ci sia il massimo contrasto tra sfondo e testo (quindi o testo bianco e sfondo nero o viceversa). E in tutti questi siti per risparmiare ancora di più è stato utilizzato il grigio su nero…che non essendo troppo chiaro un minimo sforza la vista.
Articoli correlati: Faq di Nerooogle con i reali risparmi, Programmazione.it , ecoIron e Troise.